Risposta al presidente Paolo Uggè 6


Cortese Presidente Uggè,
ho letto con attenzione l’invito che mi porge in riferimento al fermo del 9 dicembre.
Le mie affermazioni non trovano certamente riscontro nella SUA realtà, considerato che le nostre richieste presentate al MIT non sono state in alcun modo prese in considerazione. Quelle che Lei interpreta quali soluzioni, a mio avviso non possono ritenersi tali per il mondo degli autotrasportatori. Così come delineate, infatti, queste non apportano alcun beneficio per chi tutti i giorni lotta per la sopravvivenza della propria attività.
Ritengo piuttosto che, allo stato attuale e a seguito di un protocollo d’intesa fatto solo di vedremo, esamineremo, cercheremo, non si sia risolto nessuno dei problemi che da sempre affliggono la Categoria.
Se nei tavoli tecnici vengono assunte soluzioni per categorie diverse da quella del trasporto, ed ancora, se non si comprende che abbiamo bisogno di risposte OGGI e non in un futuro non meglio definito, probabilmente l’unico strumento che ci resta è quello di far sentire nelle piazze il grido di una categoria ormai ridotta ai minimi termini.
Faccio presente che, questa protesta è strumentale rispetto alle esigenze della Categoria e non certamente strumentalizzata da chi quanto Noi vuole dire basta alla totale indifferenza delle Istituzioni di fronte a una crisi sferzante che ha condotto l’intero Paese nel baratro.
I suoi sospetti sugli esiti della protesta del 2000 e sull’utilizzo delle risorse al tempo stanziate, potranno trovare risposta nelle definizioni del fondo di garanzia per l’autotrasporto (CRIAS) o del ticket ambientale, oltre ad altri benefici di cui Lei è certamente al corrente.
Pertanto, siamo costernati nel dover declinare il gentile invito a desistere dalla protesta, ma non possiamo più accordare alcun “… tempo definito al Governo …”, perché il tempo è finito!!!

Associazione A.I.A.S.
Il Presidente
Giuseppe Richichi