Comunicato Stampa – 2 dicembre 2013 14


Sono confuso e stanco di sentire sempre le stesse cose: il fermo si fa, il fermo non si fa, siamo soli, c’è la crisi, è Natale, c’è il maltempo, è la solita guerra tra poveri …

Mi chiedo come sia possibile proseguire senza regole certe, con una classe dirigente che si muove solo per tenersi stretta la poltrona, lasciando un popolo a morire.

Viviamo nel caos più assoluto.

Ricevo telefonate, che non vorrei mai ascoltare, come se fossi io la rovina delle attività altrui.

Penso che ogni essere umano debba agire secondo coscienza, non demandando ad altri le decisioni, a maggior regione se esse risultano determinanti sia per il presente quanto per il futuro del proprio lavoro.

E’ dal 1985 che si lotta per un cambiamento che non è mai arrivato.

Non è nostra intenzione imporre le nostre scelte, o obbligare le persone a fermarsi, ognuno deve agire responsabilmente, coscienti delle conseguenze che le proprie decisioni comportano.

Il più grande dispiacere rimane veder morire una Categoria che con il proprio lavoro, con i propri mezzi e con immenso sacrificio ha mantenuto il sistema produttivo Italia.

Buona “strada” a tutti, sia per chi va, che per chi si ferma.

Associazione A.I.A.S.

Il Presidente

Giuseppe Richichi