E’ giunta l’ora di dire basta …
Non è certo un segreto che il mondo del trasporto sia saturo di debiti, ma non vi è nulla che ci costringa a sobbarcarcene di altri: è giunta l’ora di dire basta!
Lo Stato, tutore e garante dei principi fondamentali della Costituzione, sottrae dal Nostro lavoro il 55% tra tasse, contributi e accise, a prescindere dalle riscossioni dei Nostri crediti. La Committenza, se ci paga lo fa a seconda dei propri tempi e delle proprie disponibilità, mentre lo Stato puntuale pretende le corresponsioni dei tributi, “ignaro” delle difficoltà delle imprese; tasse e contributi che oltretutto dovrebbero servire ad ottimizzare la rete di servizi per il cittadino e non ad “imbottire” delle poltrone già comode.
Il Nostro considerato un settore sensibile, il Nostro esercizio che rientra tra i servizi di pubblica utilità, a differenza della comoda Casta che vanta il sostegno della politica, è beneficiario solo di oneri.
Oltretutto se si considerano la crisi globale e le restrizioni adottate dagli Istituti Bancari che hanno ridotto il credito alle imprese, ed ancora l’incremento del prezzo di materie prime quale il petrolio, o l’aumento dei costi di gestione e della pressione fiscale: il sistema delle piccole e medie imprese rischia l’estinzione e con esse l’agricoltura, il commercio ed anche il trasporto. Del resto, si ha l’impressione che abbiano priorità la salvaguardia delle grandi industrie che governano e condizionano i mercati con la Nuova Economia piuttosto che la cura del substrato che costituisce il fulcro del sistema economico della Nazione.
La tanta contestata Prima Repubblica, quella del magna – magna, ha effettivamente ceduto il passo al rinnovamento ed alla moralità politica o l’avvento della Seconda Repubblica era solo una presa in giro per un popolo credulone? La classe politica ha intenzione di applicare un sistema garantista nei confronti del lavoro, dell’economia, della sicurezza, della legalità, o l’unica tutela deve essere mantenere la propria posizione?
Dal canto nostro, l’unico desiderio sarebbe quello di lavorare, con serenità, con onestà, per garantire una vita dignitosa alle Nostre famiglie e di poter contribuire per quanto ci compete e non per mantenere i vizi di chi dovrebbe rappresentarci.
Le porte di questa Associazione rimangono aperte per tutti coloro che rispecchiandosi in queste parole, desiderano ritrovare stimolo nel proprio lavoro.
Siamo pronti a mobilitarci, se lo siete anche Voi.
Ass. A.I.A.S.
Il Presidente
(Giuseppe Richichi)

