Comunicato 26.07.2014 10


Catania 26.07.2014

Riflettiamo…

Mai si poteva pensare di fare questa fine …
Un Presidente che sfila per i diritti degli omosessuali ma che non difende il diritto al lavoro, un Sindaco Pacifista che blocca la libera circolazione delle merci, Prefetti che non possono esercitare altri poteri se non a tutela dell’ordine pubblico, ed un Popolo che subisce senza reagire.
Ed ancora, ogni giorno le imprese chiudono, si perdono centinaia di posti di lavoro, non vi è spiraglio di ripresa; persino le poche imprese di costruzioni di opere pubbliche rimaste in Sicilia, non pagano le imprese in subappalto, generando un vortice senza fine di povertà, e così si fallisce pur lavorando.
In silenzio, anche i poli petrolchimici stanno chiudendo, e nel frattempo, ancora più in silenzio, il nostro greggio per essere raffinato viene portato nelle raffinerie di Taranto e Brindisi, e così, dopo 70 anni di inquinamento e migliaia di morti per cancro, i “petrolieri” lasciano la Sicilia senza pagare la bonifica dei territori sfruttati e danneggiati né le vittime di questo scempio.
Questa … la Sicilia dell’Antimafia incapace di gestire i patrimoni confiscati, in cui l’unica “industria” fiorente rimane quella di quei poveri immigrati che troppo spesso muoiono nei nostri mari.
La colpa di questo disastro, però, non è attribuibile solo alla politica, colpevole è anche il Popolo Siciliano, capace di riempire stadi o piazze per un concerto, ma non per difendere il diritto alla vita.
Diritto a vivere una vita dignitosa, perché la disperazione cresce quando non si ha un lavoro, cresce quando non si ha più una speranza.
Stiamo perdendo il patrimonio del passato, stiamo sprecando il presente, stiamo rinunciando al futuro … riflettiamo … non solo sulle colpe ma soprattutto sul da farsi, che ognuno si prenda le proprie responsabilità.

Associazione A.I.A.S.
Il Presidente
Giuseppe Richichi

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