Vorrei rispondere ai tanti tuttologi e predicatori del web, a quanti suppongono che la dichiarazione del fermo sia un bluff.
Se il fermo dei trasporti non si farà, la colpa è di tutti quelli che predicano bene e razzolano male. Noi come “minoranza” del settore abbiamo dimostrato di avere le “palle”, nonostante l’ostruzionismo della casta e la poca serietà degli autotrasportatori, che ogni volta ci hanno lasciato soli al nostro destino, oggi sediamo ai tavoli e lottiamo per ottenere il diritto di rappresentanza, per portare qualche risultato, sempre senza alcun aiuto, men che mai di certi commenti.
Se ognuno avesse dedicato un po’ più di tempo alle problematiche settoriali, piuttosto che delegare chi agisce solo per il proprio tornaconto, probabilmente oggi non saremmo alla fame.
Siete liberi, se preferite, di continuare a criticare e non agire, ma nel frattempo che la Categoria del trasporto continua ad impoverirsi, i Signori delle Federazioni non avvertono alcuna crisi.
A tutti quelli col ditino veloce sulle chat vorremmo far presente che almeno Noi ci proviamo … se il fermo poi non si fa, la colpa è anche Vostra.
Associazione A.I.A.S.
Il Presidente
Giuseppe Richichi

Questi. AIAS mi piacciono 😀
Sui costi estremamente inirrfoei ci sarebbe da fare un lungo dibattito, anche sui materiali usati per l’auto oltre che sulle batterie. Le auto moderne sono costituite da metallo (acciaio e alluminio) perche’ il metallo si deforma agli urti senza necessariamente rompersi. Orbene, lo stesso non vale per il sandwich fibra di vetro/schiume usato da MDI per raggiungere quei 250 kg di peso necessari ad abbattere i consumi. Una volta deformato in seguito ad una ammaccattura di una certa entita’, con il metallo si puo’ proseguire oltre ancora in relativa sicurezza, con la fibra di vetro e’ probabile si debba sostituire l’intero blocco.