Catania, lì 20.febbraio.2012
Comunicato Stampa
Camionisti strumentalizzati … ma da chi? Ce lo spieghi il Presidente Del Boca, che ha rilasciato tale dichiarazione. Forse, è probabile che anche Lui, come i colleghi delle altre Federazioni, finga di non sapere che tutte le piccole e medie imprese di autotrasporto sono fallite.
Gli stessi firmatari di accordi con la Committenza, come i costi minimi, come i tempi di carico e scarico o come la gestione dei pallets: tutti accordi mai rispettati.
Quando nell’accordo dei costi minimi si differenziano le tariffe per i primi vettori ed i sub vettori, che fine fa la lotta ai bagarini ovvero i gestori delle piattaforme logistiche senza automezzi o delle agenzie in mano alle organizzazioni malavitose.
A quanti asseriscono che la protesta sia strumentalizzata desideriamo chiarire che piuttosto questa sia scaturita da quel lavoro sottopagato, schiavizzato e mai difeso da quelle associazioni di Categoria, come quella rappresentata dallo stesso Presidente Del Boca.
Li inviteremmo a salire su un camion e raggiungere la Sicilia con 28 tonnellate di carico ed una commessa di € 1.550,00; ma forse gli è più facile sentir parlare di poltrone che non di questo lavoro.
Facile dire che la protesta sia illegale, d’altra parte Noi ci chiediamo cosa ci sia invece di trasparente nella gestione dei fondi per la formazione e per le autostrade, nell’organizzazione dei tanti corsi che non portano benefici alle Imprese ma solo alle Federazioni.
Perché l’impressione è che sia sempre l’interesse proprio a prevalere e non quello della collettività che bisognerebbe rappresentare.
La Vostra dichiarazione di fermo è stata solo una minaccia che volevate fare al Governo dei Professori che fino a quel momento non vi aveva “calcolato” ma ai quali dopo essere stati ricevuti, nonostante nulla fosse stato chiarito, avete dimostrato grande fedeltà … chissà per quali nuovi privilegi, in cambio della continuità della pace sociale, da Voi inventata solo per Voi stessi.
A quel punto meglio screditare chi più coerentemente tentava di mantenere una linea, ma non inventatevi che il Vostro incontro abbia risolto tutto su i costi minimi, sulle accise o sui pagamenti.
Vero che la Nostra protesta ben poco abbia mosso in termini di risultati, tuttavia se la categoria è scesa in piazza al nostro fianco forse è stato perché insoddisfatta degli accordi che Voi avete firmato.
E quanto prima saremo di nuovo fermi: oggi bisogna capire come pagare i debiti e come poter portare un tozzo di pane a casa.
Caro Presidente Del Boca, se non fate un bagno di realtà in mezzo a chi queste difficoltà le vive quotidianamente, darete l’impressione di essere ammaliati solo dal dio denaro, dandole dimostrazione che a breve non sarà solo la Sicilia, la Calabria o la Campania a fermarsi, ma tutta la Nazione.
A causa degli accordi sottoscritti con il Governo, centinaia di piccole imprese sono ferme; La invitiamo a dire ai distaccamenti della Vs sigla ed ai colleghi della Fai e della Cna di denunciare quelle imprese che pagano al di sotto dei costi minimi, dal canto nostro non essendo una sigla confederata non possiamo agire in tal senso, ma ci auguriamo che visto il ruolo che rivestite possiate intervenire in questa vicenda.
Distinti saluti
Associazione AIAS
Il Presidente
Giuseppe Richichi
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