Lettera al Sottosegretario ” Parole ma non fatti”


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QUESTO E’ IL FUTURO:

“SENZA CONTRATTO E SENZA SCHEDE DI TRASPORTO”

Illustrissimo Sottosegretario,

“Parole ma non Fatti che siano soldi veri o falsi”, Poco conta quando mancano le regole e chi li deve fare rispettare, che crescano i controlli può essere un fatto positivo ma la categoria ha bisogno di certezze che la committenza paghi.

Oggi lavoriamo, ma senza garanzie, senza contratti, senza futuro, Non c’è speranza!! quello che accadrà da qui a qualche mese quando i mezzi si fermeranno per mancanza di disponibilità finanziaria, Visto che senza regole per sopravvivere si lavora sotto costo creando un effetto “Domino” trainando nel vortice tutti i fornitori della aziende di trasporto.

A questo punto “Soldi veri o falsi poco conta”, Per questa categoria le regole devono essere uguali per tutti e devono essere rispettate, non come l’art. 7 che esenta l’esibizione delle schede di trasporto per il collettame, tutti devono esibire contratti o schede obbligatorie con numerazione progressiva ai fini di non eludere la legge con data certa dei pagamenti delle fatture, non come oggi con pagamenti oltre i 120 giorni o quando la Committenza trova il tempo per pagare gli autotrasportatori, Visto la debolezza della categoria.

Quale futuro può avere l’autotrasporto Italiano quando si va avanti con Legge e decreti Legge che poi non vengono fatti rispettare? E’ inutile che il parlamento perda tempo a legiferare quando la “legge delega” dal giorno della sua riforma è lì ferma ed è servita solo a rapportare modifiche su modifiche senza mai diventare esecutiva, quando si impartiscono alle forze dell’ordine direttive che non riescono nemmeno a mettere in atto che subito vengono modificate, potremmo elencarne qualcuno come i seguenti articoli : 1 bis, 2 bis, 3 bis, 4 bis, 5 bis, 6 bis, 7 bis.

Ci sembra più una telenovela infinita che una legge da far rispettare, “Metta la parola fine una volta per tutte e dia inizio a un fiction di sole 2 puntate per mettere la parola THE END per l’ultima volta.”

Cordia Saluti

Giuseppe Richichi