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Comunicato del 31.01.2014

Ci sono persone nella vita che, per denaro e sete di potere, sarebbero disposte a massacrare anche le proprie famiglie.

E’ vergognoso che dei Rappresentanti di Categoria, dopo aver firmato un protocollo che prevedeva che le problematiche delle Isole maggiori si discutessero in un tavolo separato, minaccino il Governo facendo rinviare di volta in volta le convocazioni.

Ma quali interessi sono celati per temere che delle piccole realtà siedano al tavolo del Governo e portino a casa la speranza che le cose possano cambiare per tutti?

Probabilmente la preoccupazione che venga loro meno quel potere di rappresentanza che fino ad oggi ha determinato la gestione dei fondi.

Vi invitiamo a verificare le nostre considerazioni.

I soldi destinati agli aiuti alle imprese in buona parte sono stati destinati ai corsi di formazione ed ai controlli di sicurezza, è come se i controlli sulle strade fossimo stati Noi stessi a finanziarli.

Le Federazioni Nazionali non vogliono intrusi nel “proprio regno”, per questo Vi chiediamo di ribellarvi a questa casta che ha rovinato il mondo del Trasporto.

Impedire il diritto di rappresentanza è reato, gestire fondi pubblici e non rendicontarli è anch’esso un reato.

Ammontano a 5 miliardi i fondi destinati al settore negli ultimi 10 anni, e vista la situazione fallimentare delle nostre attività, dobbiamo pretendere di sapere come siano stati spesi questi aiuti che erano destinati alla Categoria.

E’ necessario attivarsi, affinché questo sistema possa ripulirsi dalle “signorie” e mandare via tutti quelli che per soldi hanno venduto questa Categoria alla Committenza, fosse anche necessario andare al fermo, ma non come dimostrazione alla sola classe politica, sebbene complice di questo sistema, ma soprattutto nei confronti della Casta.

Desideriamo, in tal senso, ribadire il concetto che questo settore dispone delle potenzialità per innescare la “rivoluzione”, a Noi la scelta di continuare a subire o di riappropriarci della Nostra dignità e dei Nostri diritti.

Associazione A.I.A.S.
Il Presidente
Giuseppe Richichi