Risposta al Presidente dell’AITRAS Salvatore Bella 10


Catania, 12.12.2013

 AMARO SFOGO DI CHI SI RIVOLGE AGLI INGRATI

La nostra revoca del fermo, contrariamente ad alcune dichiarazioni, non è stata affatto una delusione, semmai, una logica conseguenza di quegli incontri, precedenti all’inizio delle manifestazioni, che sono andati deserti o ai quali hanno partecipato in pochissimi, dandoci così dimostrazione che la Categoria non desiderava aderire al fermo.

Se rendessi pubbliche le mie vicende personali, ricche di diffide, processi e multe disposte dalla Commissione di Garanzia, forse sarebbe chiaro che a rimetterci sono sempre stato io.

Potrei rendicontare quanto ci sia costato, e non solo in termini economici,  il fermo del Gennaio 2012, dei quali esiti hanno invece beneficiato tantissimi colleghi: dallo stanziamento dei fondi per l’ecobonus, alla riconferma dei rimborsi sulle accise, dal recupero per le spese non documentabili, alle riduzioni sui premi Inail per le assicurazioni. Tutti a godere di questi benefici, mentre uno pagava per tutti.

Il mio rammarico non è per i soldi, ma per l’evidente disinteresse che tutti hanno avuto nei miei confronti, che ho sempre lottato per tutti, lasciandomi da solo anche nelle decisioni importanti.

Tra le persone che oggi si permettono di insinuare che Io sia “venduto”, tutti coloro che continuano a lavorare sottocosto, complici e sottomessi a questo sistema, tra essi si celano anche coloro che, nel corso di questi anni, sono stati aiutati da me e dal Consorzio che rappresento, il quale oggi si trova in enormi difficoltà economiche, pur vantando oltre un milione settecentocinquantamila euro di crediti: questa, la più grande delusione.

A tutti coloro che mi accusano di essere un venduto, sappiano che ho sempre rifiutato di entrare nelle Federazioni Nazionali, l’unico tentativo dell’AIAS, un avvicinamento a Confartigianato, rivelatosi un’esperienza negativa velocemente risolta.

Sono fiero di poter affermare, piuttosto, che l’Associazione AIAS sia stata l’unica realtà in questi anni che non si è mai chinata al sistema, sempre in prima linea per tutte le vicende che hanno riguardato non solo gli autotrasportatori ma le attività produttive in genere, riuscendo con le proprie forze a gestire la prima opera pubblica in Sicilia, dedicata al trasporto.

Le motivazioni che mi hanno indotto a revocare questo fermo sono tutte elencate, in ogni caso in una democrazia che si rispetti è la base che deve scegliere e non il suo Presidente.

Del resto, dal 2000 i fermi del trasporto sono tutti partiti dalla Sicilia, mentre i “colleghi” del Nord lavoravano; poco male se per una volta tutto inizia dal Nord e siamo noi a lavorare, non per questo siamo venduti.

La strada della rivoluzione, ricorderei a qualcuno, non necessita di autorizzazioni ma prevede esclusivamente l’azione.

Ciò premesso, queste parole non sono una giustificazione alle provocazioni giunte piuttosto

uno sfogo che racchiude tanta amarezza.

Il rispetto è dovuto a chi manifesta un disagio, ma anche a chi ha agito sempre nell’interesse della collettività e MAI per  fini propri.

 

Associazione AIAS

Il Presidente

Giuseppe Richichi